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Ucraina e USA, in arrivo l’accordo storico su terre rare, petrolio e gas

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L’accordo tra Washington e Kyiv sullo sfruttamento delle risorse minerarie dell’Ucraina è ormai imminente. Fonti mediatiche riferiscono che i termini dell’intesa dovrebbero essere notificati entro la fine di questa settimana, mentre cresce l’attesa per la decisione di Trump di rinunciare all’iniziale richiesta di 500 miliardi di dollari. Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato la disponibilità della Russia a concedere agli Stati Uniti l’accesso alle proprie riserve di terre rare, comprese quelle situate nei territori ucraini occupati.

Accordo sulle risorse minerarie alle porte

É fatta: Kyv si prepara a condividere le sue significative riserve di terre rare, non solo con la Russia, che nei territori occupati ne detiene una quota che ammonta a circa 350 miliardi di dollari, ma anche con gli USA. Si tratta del 5% delle materie prime critiche mondiali, tra cui 19 milioni di tonnellate di riserve provate di grafite, un terzo di tutti i giacimenti di litio in Europa, e il  7% della produzione mondiale di titanio, componenti utilizzati in numerosi settori strategici (come l’aerospaziale), essenziali per la costruzione di centrali energetiche e la produzione di batterie per veicoli elettrici. 

I termini dell’accordo tra il Paese invaso e gli Stati Uniti non sono ancora noti, ma è chiaro che la strategia dell’amministrazione Trump, ossia offrire supporto, in questo caso militare, in cambio di un ritorno economico, stia dando i suoi frutti. L’accordo con Kyiv potrebbe costituire un precedente in grado di influenzare le future relazioni internazionali.

I dettagli dell’accordo minerario tra USA e Ucraina

Secondo fonti ufficiali, Washington avrebbe ridimensionato le proprie pretese, rinunciando alla richiesta iniziale di 500 miliardi di dollari in potenziali profitti derivanti dallo sfruttamento delle materie prime critiche ucraine. Tuttavia, gli Stati Uniti non hanno fornito garanzie di sicurezza concrete, una condizione chiave per Kyiv che, dal canto suo, “scalpita” per il diritto di continuare a combattere. 

Più nel dettaglio, l’accordo prevede la creazione di un fondo congiunto USA-Ucraina per la ricostruzione del Paese, finanziato dai ricavi dello sfruttamento minerario, petrolifero e del gas di proprietà statale.

Per l’esattezza Kyiv contribuirà con il 50% dei guadagni derivanti da queste attività, mentre il fondo investirà direttamente in progetti di sviluppo infrastrutturale ed economico sul territorio.

Il patto, a detta di Olha Stefanishyna, vice primo ministro ucraino, si inserisce in una strategia più ampia di cooperazione tra USA e Ucraina.

Proseguono i negoziati Russia-USA

Per gli Stati Uniti di Trump il conflitto russo ucraino si sta rivelando indubbiamente un grosso affare. Oltre a colonizzare l’invaso, perché di fatto questo si tratta, l’America tratta anche con l’invasore russo.

L’oro di Kyiv, che già non è più di Kyiv, viene infatti usato come moneta di scambio anche dal presidente russo Vladimir Putin che ha dichiarato che la Russia è disposta a concedere agli USA l’accesso alle proprie riserve di terre rare, incluse quelle nelle regioni ucraine occupate.

Un’apertura nei confronti degli Stati Uniti che allarma Kyiv, che teme l’esclusione dai negoziati, ma soprattutto gli alleati europei, preoccupati dalla ridefinizione degli equilibri geopolitici internazionali in funzione anticinese.

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