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Materie prime critiche, scadenza bando Mase da 21 milioni di euro slitta al 28 marzo 2025

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Centralità delle materie prime critiche e strategiche per l’industria nazionale ed europea, in particolare per la transizione energetica. Il ministero dell’Ambiente ha spostato in avanti di dieci giorni la scadenza dell’Avviso pubblico. Quali sono le materie prime critiche e a che servono.

Materie prime, la nuova scadenza per l’Avviso pubblico

Slitta in avanti di dieci giorni la scadenza dell’Avviso pubblico per la presentazione di Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica riguardanti l’intera catena del valore delle Materie Prime Critiche (MPC) e delle Materie Prime Strategiche (MPS).

L’aggiornamento pubblicato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sposta in avanti la data ultima per la presentazione della domanda di contributi dal 18 al 28 marzo 2025.

Le risorse, a chi è rivolto

Il bando rivolto all’area strategica “Materie prime critiche” è dotato di risorse finanziarie totali pari a 21 milioni di euro, secondo quanto previsto dalla “Mission Innovation 2.0” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Come ricordato dal ministero, le proposte di progetto potranno essere presentate da imprese, in qualità di capofila, associandosi in partenariati con altri soggetti quali partner industriali, enti di ricerca e università.

Le aree strategiche individuate per i bandi includono l’estrazione mineraria primaria e secondaria, l’estrazione da fluidi, l’urban mining e l’eco-progettazione, e la trasformazione (raffinazione).

L’obiettivo principale di questo avviso di bando è sostenere lo sviluppo di tecnologie innovative per aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle materie prime critiche, ridurre la dipendenza da fonti estere, promuovere l’economia circolare, e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Cosa sono le materie prime critiche

Le materie prime critiche sono quei materiali di strategica importanza economica per l’Europa e caratterizzati allo stesso tempo da alto rischio di fornitura.

Queste materie prime sono fondamentali per numerose attività industriali, e sono particolarmente importanti per la transizione ecologica: infatti, vengono utilizzate per esempio nelle turbine eoliche, nei pannelli fotovoltaici e nelle batterie. Queste tecnologie richiedono una grande quantità di minerali e metalli, con una domanda prevista in continua crescita nei prossimi anni.

Si stima, per esempio, che entro il 2030 l’Europa avrà bisogno di 18 volte più litio e 5 volte più cobalto rispetto ai livelli attuali per la fabbricazione di batterie per veicoli elettrici e stoccaggio di energia. Nel 2050, questo fabbisogno crescerà a 60 volte più litio e 15 volte più cobalto rispetto ai livelli attuali. Per il neodimio, già nel 2025 potrebbero servire 120 volte l’attuale domanda dell’Unione Europea.

Un team del Joint Research Centre, il servizio della Commissione europea per la scienza e la conoscenza, ha elaborato lo “Studio sull’elenco delle materie prime critiche dell’UE (2020) – Relazione finale” e due relazioni dedicate contenenti “schede informative critiche e non critiche“, per tutte le 83 Materie Prime Critiche candidate.

Giornalista

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