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Eolico offshore in Italia: Augusta e Taranto diventano hub strategici per le turbine galleggianti del Mediterraneo

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L’Italia accelera sullo sviluppo dell’eolico offshore, puntando sui porti di Augusta e Taranto come hub strategici per le nuove piattaforme galleggianti. Una bozza di Decreto interministeriale definisce le aree idonee e le opere infrastrutturali necessarie. Il provvedimento si inserisce negli obiettivi green del PNIEC, con importanti ricadute energetiche e occupazionali.

Il Decreto

Le coste del Sud Italia si preparano ad accogliere i “giganti galleggianti” dell’energia pulita. I porti di Augusta (Sicilia) e Taranto (Puglia) sono stati individuati come poli strategici per lo sviluppo dell’eolico offshore, secondo una nuova bozza di Decreto interministeriale, attualmente in fase di valutazione presso la Ragioneria di Stato per la verifica delle coperture finanziarie.

Una svolta per l’energia eolica in mare: ecco cosa prevede il nuovo decreto

La proposta di decreto, elaborata dai Ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dell’Economia, individua le aree demaniali marittime più idonee ad ospitare infrastrutture dedicate alla produzione di energia eolica offshore. Con l’obiettivo di rilanciare un settore chiave per la transizione energetica, il provvedimento definisce le modalità di selezione delle aree costiere, le tipologie di intervento consentite, e le autorità competenti nelle varie fasi del processo.

Sud Italia protagonista: Augusta e Taranto al centro della rivoluzione green

Come previsto, sarà il Mezzogiorno d’Italia a fare da cornice alla nuova generazione di turbine eoliche galleggianti. In particolare, Augusta e Taranto saranno i porti principali destinati a supportare le attività di costruzione, assemblaggio e varo delle piattaforme offshore. Altri scali come Brindisi e Civitavecchia avranno invece un ruolo secondario e di supporto.

Dettagli tecnici del decreto: cosa contengono gli articoli principali

Il decreto si compone di tre articoli chiave:

  • Articolo 1: ufficializza l’individuazione delle aree demaniali marittime idonee per l’installazione delle infrastrutture eoliche offshore. Viene specificata la ripartizione delle competenze per ciascuna Autorità di Sistema Portuale.
  • Articolo 2: definisce gli interventi ammessi nelle aree individuate. Tra questi, l’ammodernamento delle banchine, l’adeguamento strutturale, la realizzazione di piazzole operative, le attività di dragaggio e la predisposizione di spazi per la produzione e il varo delle piattaforme galleggianti.
  • Articolo 3: completa il quadro normativo con indicazioni procedurali e operative, facendo riferimento al Decreto Energia del 9 dicembre 2023.

PNIEC: obiettivi Net Zero entro il 2030

Il decreto risponde alle linee guida del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima). L’eolico offshore è infatti una delle tecnologie chiave per ridurre le emissioni di gas serra e accelerare il percorso verso gli obiettivi Net Zero al 2030.

Il potenziale dell’eolico offshore in Italia: numeri e prospettive

Secondo i dati forniti da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), il potenziale installabile dell’eolico offshore in Italia ammonta a 950 MW, con importanti ricadute in termini di occupazione e sviluppo industriale (circa 1.300 nuovi posti di lavoro stimati).

A questi numeri si aggiungono le stime di AssoAero, che evidenziano oltre 16,5 GW di progetti attualmente in fase di Valutazione d’Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, su un totale di 86 GW di richieste di connessione presentate a Terna.

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