Dalle sue analisi, la Shell ha indicato come la domanda globale di gas naturale liquefatto (GNL), entro il 2040, dovrebbe crescere del 60%, sostenuta dall’Asia. Essendo poi una parte importante dell’economia asiatica ‘di trasformazione’, le stime potrebbero essere riviste nel medio periodo, in rialzo. Non ultimo, poiché il gas è assurto a fonte energetica di transizione.
Il valore del gas
La domanda globale di gas naturale liquefatto (GNL) è destinata – entro il 2040 – a crescere del 60%, sostenuta dall’economia dell’Asia, secondo l’ultimo rapporto della Shell. In questa tendenza dovrebbero al contempo contribuire altri fattori.
Dalle previsioni della multinazionale britannica avranno un ruolo nevralgico anche la riduzione delle emissioni nell’industria pesante, nei trasporti, nonché l’impatto dell’intelligenza artificiale. Non ultimo, per l’apporto che questa fonte avrà nella transizione energetica.
Entro il 2030 dovrebbero essere disponibili oltre 170 mln di tonnellate di nuove forniture di GNL. Tuttavia, i tempi di avvio dei nuovi progetti infrastrutturali sarebbero incerti. Il commercio globale di gas naturale liquefatto è in effetti cresciuto di soli 2 mln di tonnellate nel 2024.
Oltre il gas
Si è trattato dell’aumento annuale più basso degli ultimi dieci anni, raggiungendo i 407 mln di tonnellate e proprio a causa della limitazione dello sviluppo delle nuove forniture. Nella prima parte del 2024 i prezzi spot del GNL sono scesi al livello più basso dall’inizio del 2022. Tuttavia, a metà anno, i prezzi si sono ripresi a causa dei ritardi nello sviluppo di nuove capacità di approvvigionamento.
Con la variabile infrastrutturale, il 2024 ha visto una diminuzione delle importazioni di GNL per 23 mln di tonnellate, pari al 19%. Il tutto, anche per via della crescita delle rinnovabili. Tuttavia, se non direttamente dalle importazioni, lo stoccaggio e i serbatori hanno continuato a rapppresentare una risorsa nevralgica.
Tant’è che le fredde temperature invernali e i periodi di scarsa produzione di energia eolica – sempre verso la fine dell’anno – hanno determinato comunque forti prelievi dal gas stoccato.
Prospettive regionali
Oltre le fluttuazioni, in un’ottica macroregionale l’Europa continuerà ad avere bisogno di GNL nel prossimo lustro, proprio per bilanciare la crescente quota di rinnovabili e insieme per garantire la sicurezza energetica. Nel lungo termine, le infrastrutture per il gas naturale esistenti possono essere rimpiegate anche per importare bio-GNL o GNL sintetico, nonché per l’idrogeno ‘verde’.
A sostenere le forniture saranno soprattutto il Qatar e gli USA. Washington, già primo esportatore globale di gas naturale liquefatto, potrebbe potenzilamente arrivare a 180 mln di tonnellate all’anno entro il 2030. Un terzo dell’offerta globale.
In Asia, la domanda di GNL si è rafforzata nella prima metà del 2024, soprattutto in virtù delle politiche della Cina e dell’India. La prima, approfittando dei prezzi più bassi, nei dodici mesi ha importato 79 mln di tonnellate.
Da parte sua, Nuova Dehli ha finalizzato acquisti record per contribuire a soddisfare la maggiore domanda di energia elettrica. Le sue importazioni sono salite a 27 mln di tonnellate, con un aumento del 20% rispetto al 2023.